giovedì 16 giugno 2011

L'https - Navigare in sicurezza

Gran parte del web che visitiamo ogni giorno si basa sull'utilizzo di un protocollo, l'http (Hiper Text Transfer Protocol) ovvero un protocollo che gestisce il trasferimento dei dati attraverso il World Wide Web. Questo protocollo è quello che utilizziamo per vedere quasi tutte le pagine web, fatta eccezione per alcune che trattano dei cosiddetti dati sensibili. Alcuni esempi sono i siti di banche, poste o siti dove effettuiamo dei pagamenti; in questi casi viene utilizzato il protocollo https (Hypertext Transfer Protocol over Secure Socket Layer) in pratica ha le stesse funzioni del protocollo descritto precedentemente, ma questa volta i dati trasferiti vengono crittografati affinché non si corra il rischio che qualche hacker possa essere in ascolto dei nostri dati, ovvero possa avere accesso ai dati che stiamo scambiando. Per i siti che abbiamo descritto prima questo è assolutamente necessario, basti provare ad immaginare cosa possa succedere se qualcuno possa avere le nostre credenziali d'accesso a siti di banche, poste ecc.
Tuttavia questi protocolli si stanno diffondendo anche in altri siti che gestiscono le nostre e mail e siti di social network.
Quello che vi consiglio è di controllare le impostazioni del vostro gestore e mail e di usare sempre l'https (per Gmail ad esempio questa opzione si trova tra le impostazioni); stessa cosa dicasi per i siti di social network. Facebook ad esempio di default non utilizza l'https anche perché vi sono alcuni giochi o applicazioni che hanno bisogno di usare il protocollo http.
Vi consiglio anche in questo caso di usare sempre il protocollo https, anche a discapito delle app di facebook perché credetemi al giorno d'oggi basta avere un estensione di Firefox ed è essere nella stessa rete di altri pc per poter scoprire i loro dati d'accesso se non si utilizza il protocollo https.

Per ulteriori informazioni vi consiglio di vedervi questa bella puntata di Report incentrata anche su questo argomento.


domenica 29 maggio 2011

Appinventor

Da circa 2 settimane possiedo un LG Optimus One che ha al suo interno un sistema operativo Android. Vista la mia passione per l'informatica ho deciso di informarmi un po' sulle modalità di programmazione di applicazioni Android. Così come già accennato nel precedente post, sono venuto a conoscenza di Appinventor. Questa è un'applicazione realizzata dalla Google per Android che ci consente di realizzare app per lo stesso sistema operativo in una maniera estremamente semplice.
Per mostrarvi di cosa è capace Appinventor, ho deciso di realizzare un piccolo tutorial in cui vi mostro come in maniera molto semplice si può realizzare un applicazione che ci consente di leggere le coordinate di latitudine e longitudine fornite dal GPS montato all'interno di smartphone Android.
Vi lascio al video e buona visione!


martedì 24 maggio 2011

Gli smartphone e il S.O. Android

La parola smartphone sta ad indicare un cellulare intelligente che abbina alla funzionalità di un normale telefono anche altre funzioni legate alla gestione dei dati.
Con il passare degli anni l'hardware degli smartphone è andato via via sempre verso il miglioramento e il potenziamento. Io stesso sono in possesso di un portatile che ha 5 anni di vita e il suo hardware inizia ad essere paragonabile a quello di uno degli ultimi potenti smartphone messi in commercio.
Attualmente per valutare la potenzialità di uno smartphone andiamo a controllare quasi le stesse caratteristiche di un pc, ovvero il processore e la ram.
Per far funzionare questi apparecchi così complicati oltre all'hardware c'è bisogno anche di una parte software adeguata, ovvero di un sistema operativo dedicato così come accade per i pc dove alla parte hardware vi è abbinato un sistema operativo (windows, linux, mac).
Attualmente i principali sistemi operativi disponibili sulle piattaforme smartphone sono Android, IOS e Bada. IOS è prodotta dalla Apple e abbinata ai gli smartphone prodotti dalla stessa società; Bada è stato prodotto dalla Samsung e anch'esso installato sugli smartphone della stessa.
Android è stato prodotto da Google ed è un sistema operativo che sta prendendo sempre più piede in quanto si tratta di un software libero e gratuito; per questo motivo molte sono le aziende che hanno deciso di utilizzare questo sistema operativo sui loro dispositivi. Tra le principali troviamo Samsung, Lg, Htc, Motorola, Sony.


Anche Android come Ubuntu è basato su un Kernel Linux e la sua ultima versione è la 3.0 HoneyComb lanciata nel 2011; una delle sue grandi potenzialità, così come di IOS, sono il grande numero di applicazioni disponibili nei propri market. La google tuttavia ha dato la possibilità agli sviluppatori e programmatori di creare delle applicazioni in dei modi estremamente facili. Per realizzare un'app Android infatti basta installare sui nostri pc Eclipse (una piattaforma per la programmazione) e le librerie SDK; se questo vi può sembrare troppo complicato esiste anche la possibilità di sviluppare delle applicazioni in un modo estremamente semplice e senza dover installare troppa roba attraverso Appinventor. Quest'ultima è un applicazione che si apre all'interno dei nostri browser Firefox o Chrome e ci da la possibilità di creare applicazioni senza dover per forza conoscere le basi della programmazione, ma semplicemente attraverso il trascinamento degli oggetti.
Secondo un mio modesto parere tutte queste tecnologie estremamente semplici da utilizzare porteranno ad un incremento esponenziale delle applicazioni per android che porteranno sempre ad un maggiore successo del sistema operativo.

lunedì 16 maggio 2011

Linux questo nuovo mondo

Quando compriamo un nuovo pc da un ipermercato o da un negoziante qualsiasi, solitamente non ci si preoccupa gran ché di quale sistema operativo viene preinstallato, o almeno ce ne preoccupiamo soltanto grossolanamente controllando che sia una delle ultime versioni di Windows.
Spesso non sappiamo che nel prezzo che paghiamo per l'acquisto completo del pc stiamo pagando anche la licenza di Windows; a questo punto la domanda che mi sorgerebbe spontanea è "posso risparmiare i soldi della licenza di Windows?".
La risposta è "SI": esistono sistemi operativi rilasciati sotto licenza Open Source, quindi con il codice sorgente aperto, che sono assolutamente gratuiti e girano ormai su tutti i pc delle ultime generazioni. Di sicuro è complicato comprare un notebook senza sistema operativo o con un sistema operativo open source; solo negli ultimi tempi c'è stato qualche timido passo verso altri sistemi operativi. La Dell per un po' di tempo ha venduto on line pc che montavano la distribuzione Ubuntu di Linux e tra un po' di tempo la Google insieme alla Samsung e Acer lanceranno dei pc che avranno un sistema operativo basato su Linux chiamato Google OS.

Ho già nominato due volte in questo articolo il termine "Linux" ovvero un sistema operativo costituito da un Kernel di tipo Unix e da software distribuiti in licenza GNU (GNU is Not Unix); un sistema operativo lanciato da Linux Torvalds nel 1991 e che ha avuto una sempre maggiore crescita negli anni.


Quello che vi consiglio è di provare ad usare questi sistemi operativi diventati ora molto semplici da usare ed installare; tra le varie distribuzioni esistenti di sicuro Ubuntu è la più famosa ed il 29 aprile è stata rilasciata la versione 11.04 (11 sta per 2011 e 04 per il mese di aprile).
Potete anche installare questi sistemi operativi senza buttar via windows, ma lasciandoli installati insieme sui vostri pc (installazione in modalità dual boot).
Linux è diventato ormai negli ultimi tempi molto diffuso soprattutto nel mondo della tecnologia mobile con il sistema operativo Android basato su Linux.

giovedì 12 maggio 2011

Le novità in arrivo da Google



Il 10 e 11 maggio 2011 a San Francisco si è tenuto un importante evento organizzato da Google in cui venivano illustrate tutte le novità in uscita nei prossimi mesi dalla stessa Google.
Prima di introdurvi le principali novità, voglio parlare di un termine che che viene spesso menzionato nelle nuove tecnologie messe appunto dalla Google, ovvero del "cloud".
Questo termine viene associato ai termini cloud-drive o cloud-computing, e trattano principalmente la possibilità di utilizzare risorse in remoto; per risorse si intende sia dispositivi di storage, ma anche di calcolo (software che eseguono i calcoli o elaborazioni in remoto).
Tornando alle novità di Google girando tra le notizie nel web possiamo dire che tra le principali abbiamo:
  • Music beta by Google: ovvero un nuovo sistema basato appunto sul cloud-drive che ci consente di caricare la nostra musica su un hard disk virtuale consentendoci di ascoltarla attraverso svariati dispositivi che possono collegarsi al web;
  • Android: gli utenti che fanno uso di questo sistema operativo sono in continua crescita e Google sta per lanciare una nuova versione pensata strettamente per i Tablet (Honeycomb 3.1) oltre che una versione per tutti gli altri smartphone (Ice Cream). Una richiesta importante effettuata dalla Google a tutte le casi produttrici di smartphone basati su Android è che questi vengano mantenuti aggiornati almeno per i primi 18 mesi dal loro lancio.
  • Chromebook: Non sono altro che dei Netbook prodotti dalla Samsung e dall'Acer basati su un hardware pensato soprattutto per la mobilità (elevata autonomia) e su un sistema operativo realizzato dalla Google basato sui cloud-drive. Il Chromebook infatti farà tutto attraverso internet (senza la rete servirà a poco a parere mio), appena acceso si collegherà alla prima rete wi-fi disponibile. Anche le impostazioni del pc potranno essere condivise con altri utenti e le velocità di navigazione sul web saranno un punto di forza.